La Chiesa
dedicata a San Giacomo a Clauzetto è ricordata
anteriormente al Quattrocento; fu però riedificata
nel 1618 e consacrata nel 1727 dal vescovo Erizzo. Nel
1732 il capomastro Gio. Battista Quedri costruì il
massiccio campanile con bifora campanaria. Durante il
terremoto del 1976 la chiesa e il campanile hanno subito
danni gravissimi. L'ampio edificio possiede opere d'arte
riconducibili a varie epoche: del XVII secolo è la
caratteristica copertura del fonte battesimale, vero
capolavoro di Giovanni Vincenzo Comuzzo da Gemona, figlio
del più celebre Gerolamo Comuzzo: esagonale, ha
struttura architettonica estremamente elaborata, con
balaustrina, cupolino, motivi ornamentali, angeli, un
S. Giovanni Battista al sommo ed i sei riquadri nelle
facce intagliati con Episodi della vita del Battista.
Senza dubbio il più prezioso esempio del genere
che il Friuli conservi, in base ai documenti databile
al 1672-73. Dei vari altari marmorei, quello di S. Antonio
da Padova è stato eseguito da Francesco Sabbadini
di Pinzano (1773), quelli di S. Giacomo e S. Giovanni,
di sapore longheniano-massariano, da Giuseppe Mattiussi
udinese (1769-1774); gli angeli dell'altar maggiore sono
buona opera del gemonese Giacomo Pischiutti (1770 circa).
Per quanto riguarda i dipinti, il più noto è quello
raffigurante San Giovanni Battista, robusta e accademica
composizione di Odorico Politi (1824), uno dei maggiori
pittori friulani dell'Ottocento, nato proprio a Clauzetto.
Da ricordare anche i due buoni dipinti del veneziano
Giuseppe Angeli (Morte di S. Giuseppe, Madonna del Carmine,
secolo XVIII) ancora "rinascimentale" nell'impaginazione
ma tenue e delicato colorista, ed i recenti affreschi
di Giuseppe Modolo. Nella Chiesetta di S. Paolo, acquasantiera
del 1515 con figura di San Giacomo nel dado, del lapicida
Nicolò Olivo, seguace del Pilacorte, piuttosto
sicuro nell'intaglio (il pezzo era stato scolpito per
la parrocchiale) e pala d'altare di Pietro Moretti veneto.
A Pradis di Sotto, l'ottocentesca Parrocchiale progettata
da Giacomo Tura da Vito D'Asio (1882), ha una dozzinale
pala del Sacro Cuore di Gesù di Giovanni Rota
(1882) ed una statua lignea della Madonna Addolorata
di Valentino Panciera detto il Besarel (1895), fecondo
scultore zoldano. Molti gli edifici costruiti a Clauzetto
dopo il terremoto: tra questi posto di rilievo ha il
Municipio innalzato tra il 1979 ed il 1983 su progetto
di Giuseppe Davanzo.
Clauzetto
fu rispettabile centro culturale ed economico, fatto
attestato dal numero di personaggi illustri che
vi nacquero e dai molti edifici simboli di agiatezza
economica e di gusto. Il patrimonio artistico si concentra
nella chiesa parrocchiale di San Giacomo dove si trova
l'altar maggiore barocco (dei Pischiutta di Gemona),
il battistero ligneo (di Giovanni da Gemona), una pala
settecentesca di G. Angeli, tre pale marmoree di G. Mattiussi
della stessa epoca, varie suppellettili liturgiche di
origine veneziana. Di epoca ottocentesca è la
pala del clauzettano O. Politi. Oltre a ciò Clauzetto
offre al visitatore un notevole patrimonio naturalistico,
godibile attraverso una fitta rete di piacevoli strade
e di sentieri segnalati: i fenomeni franosi e le profonde
forre di erosione del Cosa e del Paveon; i fenomeni carsici
dell'altopiano di Gerchia; i calanchi del monte Dagn;
le sorgenti carsiche sparse un po' ovunque ma, soprattutto,
le Grotte Verdi, turisticamente attrezzate dove, a Natale,
si può assistere alla Messa di mezzanotte. |